Non so se vi siate mai fermati da soli dinanzi al tabernacolo e vi siate rappresentati Lui, il Maestro, e abbiate ascoltato dal suo labbro queste parole: “Senti, io voglio una cosa da te.” - “Dimmi, Signore; qualunque cosa tu mi abbia a domandare, io te la do, la faccio per amore tuo”.
E Gesù: “Senti, ti chiedo una cosa, voglio che tu sia perfetto come il Padre celeste che è nei cieli” cfr Mt 5,48.
Questa parola devo sentirla rivolta a me personalmente da Lui, Gesù, la seconda persona della Santissima Trinità che si è fatto uomo per amor mio. Gesù non mi domanda una parte di me stesso, non mi domanda un dito della mano o una mano intera, ma dice: “Io voglio che tu sia perfetto come è perfetto il Padre nostro, il Padre tuo e Padre mio, che è nei cieli”. Questo è un comando che Gesù ha dato a noi. Le sue parole non si possono prendere alla buona: o crediamo o non crediamo.
È vero o non è vero che c’è Lui? Sì, è vero! È vero o non è vero che Lui ci ha chiamati e ci ha chiesto questo? Sì, è vero! E allora?
Se mi dicessero: “Tu che sei stonato devi sforzarti di cantare come quel certo cantante famoso”, sarebbe un problema non indifferente. Eppure la distanza tra noi e il Padre è più grande ancora. Malgrado ciò il Signore ha detto: “Tu, peccatore, tu, pieno di difetti, devi sforzarti di divenire perfetto come il Padre". Ecco il modello! È una cosa che fa paura, eppure è l’ordine di Gesù.