Conoscere e amare Gesù, farlo conoscere e farlo amare
è il nostro solo grande ideale
La Famiglia di don Ottorino ti da il benvenuto e non vede l’ora di incontrarti di persona
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La Nostra Missione
La Famiglia di don Ottorino cammina con il Popolo di Dio prendendo sempre più coscienza che il progetto divino di salvezza per l’umanità è “che tutti siano uno” (Gv 17, 21) e perciò essa vive e promuove l’unità nella carità.
Ministerialità e Missione
Giovani e Vocazione
LA PACE DI CRISTO È UNA COSA DIVERSA
Gesù ha detto, rivolgendosi a noi, poveri miserabili: “Pace a voi!”. Ed ha aggiunto: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace.”
Gv 14,27. La sua pace, non è la nostra, fondata sulla illusione e sull’amor proprio, né la pace del mondo così orribilmente falsificata.
La pace di Cristo è una cosa diversa; la pace di Cristo può essere tra le lacrime. Una mamma che piange la morte del figlio può avere la pace; avere un fallimento in casa, disastri economici ed avere la pace. Non è la pace di uno che dice: “Ah, adesso sono contento perché ho questo e ho quello; ho milioni di entrate, palazzi..., adesso ho la pace”. Non è questa la pace!
Figlioli, dobbiamo fidarci di Dio! Io e mio padre siamo ricchi.
Dobbiamo sentire che in Lui siamo potenti; io sono un povero miserabile, ma Lui mi vuole con sé. Gesù ha una preferenza per me e allora io confido.
Da soli non si fa niente! “Signore, abbiamo qui tre pesci, ma che cosa sono per una moltitudine così numerosa? C’è qui un ragazzino che ha un po’ di cibo...”
cfr Gv 6,9.
Qualcuno potrebbe dire: “Io ho quindici pesci e quindici pani”. Che siano quindici o che siano tre, quando bisogna fare un miracolo per cinquemila persone è la stessa storia. Eppoi li abbiamo perché ce li ha dati Dio, ma questi sono e c’è poco da fare. Ci è necessaria la fiducia, la fiducia! Che non vi accada, figlioli, di avere la poca fiducia di Mosè che ha battuto due volte sulla pietra.
Con Dio non si scherza, ricordatevelo!
M24, 6 del 19 giugno 1965
Lavoreremo insieme per portare nel mondo un po’ di carità
Agli Amici laici scriveva: “Lavoreremo insieme per portare nel mondo un po’ di carità”. “È un’arma silenziosa la carità: ma da sola sufficiente per trasformare il mondo”. Di fatto l’unità nella carità è la scintilla che ha dato origine alla Congregazione, è la “rivoluzione” alla quale don Ottorino si è sentito irresistibilmente chiamato e a questa “rivoluzione” ha chiamato i primi collaboratori.
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Condividendo gioie e speranze, difficoltà e sofferenze, paure e delusioni come fratelli e amici. Camminare insieme richiede amore, fare tutto per amore, fare tutto con amore; domanda di essere disponibili e capaci di fare famiglia, di costruire la
famiglia dei figli di Dio, di essere donne e uomini di comunione e di unità.
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I membri della Famiglia di don Ottorino sono chiamati a contemplare, vivere e promuovere il mistero di Gesù sacerdote servo. Sono chiamati a fare di Cristo il cuore pulsante della propria vita e il cuore pulsante della vita del mondo.
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