Conoscere e amare Gesù, farlo conoscere e farlo amare
è il nostro solo grande ideale
La Famiglia di don Ottorino ti da il benvenuto e non vede l’ora di incontrarti di persona
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La Nostra Missione
La Famiglia di don Ottorino cammina con il Popolo di Dio prendendo sempre più coscienza che il progetto divino di salvezza per l’umanità è “che tutti siano uno” (Gv 17, 21) e perciò essa vive e promuove l’unità nella carità.
Ministerialità e Missione
Giovani e Vocazione
LA NOSTRA VITA È COME UNA PROCESSIONE
È importante desiderare di ricevere il Signore nella Comunione, come minimo dieci volte al giorno; avere cioè il desiderio di fare qualche cosa per i fratelli.
Domandiamo a noi stessi avvicinandoci al Signore per la Comunione: “Signore, sei stato contento di me in questi giorni? Sono stato in questi giorni un uomo di desideri?”.
Per esempio, ieri siamo andati alla processione del Corpus Domini: durante la processione abbiamo conversato con il Signore che conducevamo attraverso le vie della città? E al Signore abbiamo rivolto una preghiera per le persone che erano ai lati delle strade? Abbiamo detto: “Signore, forse tante di queste persone non sono in Grazia di Dio, tante forse sono qui per sola curiosità”?
Siamo passati per la piazza, per la quale durante il giorno passano centinaia e migliaia di persone, abbiamo detto: “Signore, benedici questa città, benedici la gente che passa da queste parti; fa’, o Signore, che questa città sia tua, completamente tua; ti conduciamo attraverso la città perché tu l’abbia da benedire”?
Se non avete accompagnato voi il Signore in processione con questi sentimenti, chi lo doveva accompagnare così? Solo Gesù, passando per le nostre strade, doveva piangere per i peccati che vengono commessi e desiderare santi? Forse, passando per la piazza, avrà detto: “Mancano i veri operai nella messe del Signore”.
Se la processione di ieri è stata soltanto una processione formale, anche se ci siamo comportati in maniera composta e abbiamo pregato insieme, noi non abbiamo accompagnato con il cuore il Signore.
La nostra vita può essere paragonata a una processione.
Sarebbe una cosa ben meschina se un cristiano passasse attraverso la sua vita sopra la terra preoccupato solo di guardare ed essere guardato! Il pericolo è di guardare da una parte e dall’altra, di osservare una persona e un’altra e allo stesso tempo avere il desiderio di essere notati come in una bella parata. State attenti, figlioli, perché se non riusciamo a stabilire questo contatto con nostro Signore, la nostra vita vale ben poco.
M23, 1-2 del 18 giugno 1965
Lavoreremo insieme per portare nel mondo un po’ di carità
Agli Amici laici scriveva: “Lavoreremo insieme per portare nel mondo un po’ di carità”. “È un’arma silenziosa la carità: ma da sola sufficiente per trasformare il mondo”. Di fatto l’unità nella carità è la scintilla che ha dato origine alla Congregazione, è la “rivoluzione” alla quale don Ottorino si è sentito irresistibilmente chiamato e a questa “rivoluzione” ha chiamato i primi collaboratori.
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Condividendo gioie e speranze, difficoltà e sofferenze, paure e delusioni come fratelli e amici. Camminare insieme richiede amore, fare tutto per amore, fare tutto con amore; domanda di essere disponibili e capaci di fare famiglia, di costruire la
famiglia dei figli di Dio, di essere donne e uomini di comunione e di unità.
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I membri della Famiglia di don Ottorino sono chiamati a contemplare, vivere e promuovere il mistero di Gesù sacerdote servo. Sono chiamati a fare di Cristo il cuore pulsante della propria vita e il cuore pulsante della vita del mondo.
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