Conoscere e amare Gesù, farlo conoscere e farlo amare
è il nostro solo grande ideale
La Famiglia di don Ottorino ti da il benvenuto e non vede l’ora di incontrarti di persona
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La Nostra Missione
La Famiglia di don Ottorino cammina con il Popolo di Dio prendendo sempre più coscienza che il progetto divino di salvezza per l’umanità è “che tutti siano uno” (Gv 17, 21) e perciò essa vive e promuove l’unità nella carità.
Ministerialità e Missione
Giovani e Vocazione
LA MIA PREGHIERA: UN INCONTRO PERSONALE E COSCIENTE CON DIO
Ogni buon cristiano deve sforzarsi di avere frequentemente un contatto personale e cosciente con Dio: ripeto, un contatto personale e cosciente.
Noi tante volte parliamo con il Signore alla buona, diciamo delle preghiere comunitarie, diciamo insieme la corona o altre preghiere: queste sono necessarie e ci vogliono, ma il Signore vuole sentire anche la nostra voce.
Dio vuole questi incontri in chiesa tutti in compagnia, ma vuole anche il mio contatto intimo e personale. Vuole che io mi trovi da solo con Lui.
E questo incontro con me Dio lo vuole frequente: lo vuole al mattino appena mi alzo finché mi sto vestendo, lo vuole alla sera mentre sto coricandomi, lo vuole nella Comunione: è venuto da me e vuole che io parli a Lui e Lui vuol parlare a me; vuole che io ascolti quello che mi dice.
Fratelli miei, se noi non ci abituiamo nella preghiera a fare questo incontro personale, questo incontro cosciente con Dio, minacciamo che le nostre preghiere siano ripetizioni di formule.
È il cuore che deve presentarsi dinanzi a Dio, figlioli miei, è il cuore che deve parlare al Signore, il cuore, specialmente quando la croce passa per casa nostra, quando non ne possiamo più: non vi parlo di sentimentalismi!
Fratelli miei, dove potete trovare la forza per sostenere i momenti di scoraggiamento che sono propri di tutti se non nell’incontro cosciente e personale con il Signore, se non nella preghiera fatta con fede?
Parlate al Signore, figlioli, parlate al Signore e poi vedrete che anche le preghiere che dobbiamo dire insieme verranno fatte bene perché, allora, ogni Ave Maria sarà un incontro cosciente con la mamma; allora, ogni preghiera che reciteremo in chiesa, sarà un cosciente incontro con Dio e la Madonna.
Che cosa aspetta il mondo? Il mondo aspetta santi! E chi è il santo? È uno che cerca di vivere insieme con il Signore e di fare quello che vuole il Signore.
Dunque, questa è la prima cosa.
M132, 3-4 del 1966
Lavoreremo insieme per portare nel mondo un po’ di carità
Agli Amici laici scriveva: “Lavoreremo insieme per portare nel mondo un po’ di carità”. “È un’arma silenziosa la carità: ma da sola sufficiente per trasformare il mondo”. Di fatto l’unità nella carità è la scintilla che ha dato origine alla Congregazione, è la “rivoluzione” alla quale don Ottorino si è sentito irresistibilmente chiamato e a questa “rivoluzione” ha chiamato i primi collaboratori.
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Condividendo gioie e speranze, difficoltà e sofferenze, paure e delusioni come fratelli e amici. Camminare insieme richiede amore, fare tutto per amore, fare tutto con amore; domanda di essere disponibili e capaci di fare famiglia, di costruire la
famiglia dei figli di Dio, di essere donne e uomini di comunione e di unità.
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I membri della Famiglia di don Ottorino sono chiamati a contemplare, vivere e promuovere il mistero di Gesù sacerdote servo. Sono chiamati a fare di Cristo il cuore pulsante della propria vita e il cuore pulsante della vita del mondo.
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