Conoscere e amare Gesù, farlo conoscere e farlo amare

è il nostro solo grande ideale

La Famiglia di don Ottorino ti da il benvenuto e non vede l’ora di incontrarti di persona

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La Nostra Missione

La Famiglia di don Ottorino cammina con il Popolo di Dio prendendo sempre più coscienza che il progetto divino di salvezza per l’umanità è “che tutti siano uno” (Gv 17, 21) e perciò essa vive e promuove l’unità nella carità.

13/06/2026

NEL NOME DEL SIGNORE POSSO TUTTO



Bisognerebbe che nella nostra vita sapessimo unire queste due preghiere: “Dal profondo della mia miseria io mi innalzo sempre verso di te”
cfr Salmo 130, ma aggiungendo immediatamente: “Lavami, o Signore, e sarò più bianco della neve”
Salmo 50.
Bisogna sentire la forza della nostra debolezza, sentirla intimamente: “Signore, sono un povero peccatore, veramente; sono fango, miseria, impastato di stupidaggini; faccio come i gamberi, un passo avanti e tre indietro”.
Dobbiamo sentire questo, ma scattare immediatamente e dire con fiducia: “Lavami, Signore, e sarò più bianco della neve!”. “Pietà di me! Però, sulla tua parola getterò le reti!
Lc 5,5. Ho fiducia, ho la certezza che potrò fare quello che vuoi e se un giorno non lo faccio, tu mi prenderai per il collo e me lo farai fare”.
Dobbiamo convincerci della necessità della fiducia. Non deve essere audacia umana; no, no, no! Vuol dire confidenza in Dio, sicurezza che Dio non ci abbandonerà, che Dio è nella barca con me anche se dorme, anche se purtroppo è più il tempo che dorme che non quello che veglia, anche se entra acqua nella barca e lui si volta dall’altra parte e non ci fa caso; non importa niente, Dio è con noi!
Figlioli, quando vedete che non state raccogliendo, che non pescate, che non vedete i frutti del vostro lavoro, domandatevi spesso se la causa non sia vostra perché avete dubitato. E allora dovete scoraggiarvi? No, ma avere fiducia di nuovo!
Diciamo al Signore: “Signore, se per il passato qualche volta ho sbagliato troppo, d’ora innanzi cercherò di convincermi della mia povertà, del mio peccato, ma anche di confidare che con te posso tutto. Che vuoi che abbia? Non ho niente. Doni intellettuali? Macché! Cantare? Sono stonato! Scrivere? Scrivo storto! Però: in nome di Gesù, alzati e cammina!”
Atti 3,1-10.
Guardate che bell’atto quello degli Apostoli: “Non ho né oro né argento, non ho niente, però, in nome di Dio alzati e cammina!”.
Capisci? Don Ottorino, povero testone, non ha niente, però, nel nome del Signore può tutto!

M24, 8-10 del 19 giugno 1965

Lavoreremo insieme per portare nel mondo un po’ di carità

Agli Amici laici scriveva: “Lavoreremo insieme per portare nel mondo un po’ di carità”. “È un’arma silenziosa la carità: ma da sola sufficiente per trasformare il mondo”. Di fatto l’unità nella carità è la scintilla che ha dato origine alla Congregazione, è la “rivoluzione” alla quale don Ottorino si è sentito irresistibilmente chiamato e a questa “rivoluzione” ha chiamato i primi collaboratori.

Le meditazioni di don Ottorino

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Condividendo gioie e speranze, difficoltà e sofferenze, paure e delusioni come fratelli e amici. Camminare insieme richiede amore, fare tutto per amore, fare tutto con amore; domanda di essere disponibili e capaci di fare famiglia, di costruire la
famiglia dei figli di Dio, di essere donne e uomini di comunione e di unità.

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I membri della Famiglia di don Ottorino sono chiamati a contemplare, vivere e promuovere il mistero di Gesù sacerdote servo. Sono chiamati a fare di Cristo il cuore pulsante della propria vita e il cuore pulsante della vita del mondo.

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