Conoscere e amare Gesù, farlo conoscere e farlo amare

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La Nostra Missione

La Famiglia di don Ottorino cammina con il Popolo di Dio prendendo sempre più coscienza che il progetto divino di salvezza per l’umanità è “che tutti siano uno” (Gv 17, 21) e perciò essa vive e promuove l’unità nella carità.

15/09/2026

MARIA SOCIA NELLA SOFFERENZA DI GESÙ



Ogni volta che vedo la Madonna che si associa alla passione del Signore, mi viene da dire: “Ma, senti, Signore benedetto, mentre tu andavi a morire, perché non hai lasciato tua madre a Nazaret o a Betania o da qualche altra parte e dopo otto o quindici giorni andavi a salutarla risuscitato? Senti: tu vieni per salvarmi e muori, cioè vieni a patire, ma tua mamma potevi lasciarla da una parte. No, la vuoi socia nella tua sofferenza”.
Chi di noi farebbe patire la mamma? Lui sì, la vuole presente sulla via dolorosa fino alla crocifissione!
Allora la sofferenza acquista un altro colore. Allora valgono di più i debiti che non i milioni in tasca.
Allora valgono di più le botte che non le caramelle.
Vale di più il mal di pancia che lo stare bene.
Vale di più la stanchezza che l’essere riposati.
Vale di più la fame che il mangiare. Ma, insomma...!
Se Lui, Dio, viene, e per salvare il mondo sceglie la croce; se per sua madre sceglie la via dolorosa, bisogna che anch’io segua quella strada, se no vado fuori strada.
Allora se io devo scegliere, devo scegliere il dolore, devo scegliere la sofferenza, devo scegliere il patire. Allora per collaborare con Cristo nel salvare le anime, se non trovo la sofferenza, farò io penitenza; farò io qualcosa che mi costi per associarmi a Lui che è andato volontariamente incontro alla sofferenza, a Lei che si è associata come corredentrice del genere umano. Anch’io sono chiamato ad essere un piccolo corredentore. Ma in che modo?
Con la sofferenza!
Perciò tu non ti devi meravigliare se incontrerai sofferenze: ecco la radice della carità. Una persona ti fa un rimprovero: “Grazie, Signore, che mi hai dato modo di soffrire!”.
Così facevano gli Apostoli: “Signore, ti ringraziamo che ci hai resi degni di soffrire qualcosa per te”
Atti 5,41.
Ecco la carità: se alla carità levi questa base, casca il palco.

M89, 5-6 del 9 agosto 1966

Lavoreremo insieme per portare nel mondo un po’ di carità

Agli Amici laici scriveva: “Lavoreremo insieme per portare nel mondo un po’ di carità”. “È un’arma silenziosa la carità: ma da sola sufficiente per trasformare il mondo”. Di fatto l’unità nella carità è la scintilla che ha dato origine alla Congregazione, è la “rivoluzione” alla quale don Ottorino si è sentito irresistibilmente chiamato e a questa “rivoluzione” ha chiamato i primi collaboratori.

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Condividendo gioie e speranze, difficoltà e sofferenze, paure e delusioni come fratelli e amici. Camminare insieme richiede amore, fare tutto per amore, fare tutto con amore; domanda di essere disponibili e capaci di fare famiglia, di costruire la
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I membri della Famiglia di don Ottorino sono chiamati a contemplare, vivere e promuovere il mistero di Gesù sacerdote servo. Sono chiamati a fare di Cristo il cuore pulsante della propria vita e il cuore pulsante della vita del mondo.

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