La formazione della Famiglia di don Ottorino

“Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto” (Gv 15,5). “[Gesù] chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui” (Mc 3,13).

18 – Come discepoli che camminano insieme nella via della “santità collettiva”, i membri della Famiglia di don Ottorino riconoscono come dono prezioso la formazione condivisa fra consacrati e laici, che crescono sulle tracce dell’unico Maestro in un percorso di reciprocità e corresponsabilità che dura tutta la vita.

Così intesa, la formazione aiuta a progredire nell’ideale dell’unità nella carità e a riconoscere il carisma come un modo specifico di vivere il Vangelo e come uno strumento di evangelizzazione.

Essa contribuisce significativamente a realizzare la “congiunzione tra la vita quotidiana e il fine ultimo soprannaturale”, come auspicato da don Ottorino[22].

19 – Alcuni tratti caratterizzano la formazione unitaria della Famiglia di don Ottorino, così da poterla definire “mistagogica”[23]:

       è continua: attraversa l’arco di tutta la vita di ogni membro della Famiglia e coinvolge ogni aspetto del vissuto quotidiano;

       è dinamica: sotto l’azione dello Spirito Santo, coinvolge l’intelligenza, l’affetto e la volontà e attiva la creatività di ciascuno;

       è reciproca: ricerca lo scambio alla pari nelle relazioni ordinarie e in tutto il processo di preparazione e realizzazione delle proposte formative specifiche;

è integrale: favorisce la crescita vocazionale personale e comunitaria, in una interdipendenza tra le due dimensioni.


[22] Cfr. Carta di Fondazione, n. 18.

[23] Il termine ha origine nella chiesa primitiva e indica l’introduzione progressiva alla comprensione del mistero di Dio, vissuto nella quotidianità e celebrato nei sacramenti.

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