Il carisma della Famiglia di don Ottorino

Video commento al secondo capitolo

IL CARISMA DELLA FAMIGLIA DI DON OTTORINO

“Ecco io vengo a fare, o Dio, la tua volontà” (Eb 10, 7). “Spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo… facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce” (Fil 2, 7-8). “Il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti” (Mc 10, 45).

Gesù Sacerdote Servo

5 – Il cuore del carisma della Famiglia di don Ottorino è Gesù sacerdote servo.

Don Ottorino non ha mai pronunciato l’espressione “Gesù sacerdote servo” per esprimere in maniera sintetica il carisma. Ad essa sono arrivati i Religiosi, dopo di lui.

Nella storia del Popolo di Dio e nella storia della Chiesa vi è una costante: prima viene l’esperienza e poi viene la teologia; prima succede un fatto, si vive un’esperienza e, solo più tardi, viene la riflessione sull’esperienza. È successo con il Popolo di Israele, è successo con i Vangeli in relazione all’esperienza di Gesù. Lo stesso processo avviene in relazione ai carismi apparsi nella storia della Chiesa: prima vengono i Fondatori con la propria vita e il proprio carisma e, successivamente, sopraggiungono la riflessione sull’esperienza, la Regola di Vita e altri approfondimenti.

Lo stesso procedimento è avvenuto nella storia della Pia Società San Gaetano. L’evento iniziale è la persona di don Ottorino, la sua vita, le sue scelte e le differenti forme attraverso le quali ha espresso il carisma. È toccato ai Religiosi, dopo di lui, con una riflessione costruita tutti insieme, giungere a una formulazione che prendesse in considerazione e portasse a unità i vari aspetti dell’esperienza di don Ottorino.[6]


 

6 – Si è arrivati così alla formulazione “Gesù sacerdote servo”. Essa rappresenta l’aspetto del mistero di Cristo che più appassionò don Ottorino: «Gesù che compie perfettamente la volontà del Padre, donandosi fino alla morte per salvare gli uomini. Cristo entrò nel mondo dicendo: “Ecco io vengo a fare, o Dio, la tua volontà” (Eb 10, 7) e “spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo… facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce” (Fil 2, 7-8). Egli è l’unico ed eterno sacerdote che realizza la comunione tra noi e Dio, non con simboli esteriori, ma con l’offerta della propria vita. Egli esercita il suo sacerdozio come servo, solidale con gli uomini in tutto, eccetto il peccato, fino a morire con noi e per noi: “Il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti” (Mc 10, 45)».[7]

7 – La Famiglia di don Ottorino cammina e cresce nella fedeltà all’ispirazione iniziale di don Ottorino, nello stile familiare tra i suoi componenti, nella Chiesa e nel mondo, e in ascolto del mondo del lavoro e delle tante forme di sofferenza e di povertà dell’umanità di oggi, come espressione della sua diaconia costitutiva. In tal modo fa risplendere di luce sempre nuova il dono ricevuto; così in tutto il mondo molti potranno sentirsi attirati a far parte della stessa Famiglia, per continuare a testimoniare la presenza e l’amore di Dio.

 

[6] Cfr. Don Paolo Crivellaro, Gesù sacerdote servo, ISG Edizioni, Vicenza 2020, p. 21.
[7] Cfr. Regola di Vita, C6.

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