Vacanze ottoriniane: oltre quelle montagne là…
Anche quest’anno la Famiglia di don Ottorino dell’Italia ha realizzato dal 17 al 24 agosto l’ormai oltre decennale Settimana di Vacanze Ottoriniane in una casa alpina “Haus am Berg” a Bressanone. Ce ne parla Gabriele Maria Irrera, fidanzato di Anna Barbarigo, che vi ha partecipato per la prima volta.
“Vacanze Ottoriniane… oltre quelle montagne là”. Sì, ma là dove? Questa è la prima domanda che mi sono posto quando mi è stato chiesto di prestare la mia voce per lo spot per le vacanze alle quali avrei partecipato per la prima volta quest’anno. Il video doveva essere proiettato all’Assemblea degli Amici di Don Ottorino, evento al quale ho avuto il piacere di partecipare durante il mese di Aprile nei pressi di Ariccia (Roma).
In quell’occasione, in qualità di “new-entry” e per via del mio carattere riservato, temevo che avrei avuto difficoltà a inserirmi in un contesto nel quale non conoscevo più della metà dei presenti, ma non è stato così. Il clima di accoglienza e inclusione, il senso della famiglia e l’attenzione al prossimo, riflettono solo alcuni dei valori della Famiglia di Don Ottorino, qualità che ho potuto tastare con mano e che mi hanno permesso di approcciarmi in modo diverso alle vacanze delle quali vorrei parlare adesso.
Il suddetto evento si tiene ogni anno, nel mese di agosto, e riunisce gli Amici della Famiglia provenienti da diverse parti d’Italia. Il legame che unisce persone fisicamente tanto lontane è la perfetta sintesi di rapporti che, in virtù della stessa visione d’insieme e del tempo condiviso negli anni, sono destinati a durare e ad essere esempio dell’unità e del carisma di Don Ottorino.
Le piccole e lunghe camminate nei sentieri di montagna, i momenti di convivialità durante i percorsi e i pasti, le riflessioni e i giochi organizzati hanno contribuito a rendere il clima estremamente sereno e inclusivo su più livelli, coinvolgendo sia i più piccoli che i membri storici della Famiglia.
Io, che mai prima di entrare a far parte della Famiglia avevo sperimentato una tale serenità in mezzo a un così grande numero di persone, mi sono sentito parte di qualcosa di molto più grande di me. La speranza che nutro è che possano esserci sempre più momenti del genere e che altri, come me, possano conoscere la dimensione della Famiglia che mi ha accolto ancor prima di conoscermi.
Alla Famiglia di Don Ottorino dico: grazie.
Gabriele Maria Irrera

