Uniti Notizie 35/2024

Ordinazione diaconale di Gaitano a Lushnje-Albania

Sabato 12 ottobre 2024, mentre la campana di mezzogiorno diffondeva i suoi rintocchi argentini sulla città di Lushnje, sul giovane GAITANO imponeva le mani per l’ordinazione diaconale il Vescovo Giovanni, attorniato da numerosi presbiteri e promettenti seminaristi di diocesi albanesi tra i quali io, con i miei 86 anni suonati, mi riconoscevo senza dubbio il decano… rientrato occasionalmente per partecipare e godermi la festa.
Una gran bella festa, con straordinario concorso di religiose e amici dalle vicine e lontane comunità.
Chi è stato in Albania del Sud, e ha lavorato per una missione evangelizzatrice e caritativa fiduciosa ma… apparentemente a fondo perduto… riesce a vedere piccolissimi germogli di speranza anche nel vuoto arido e progressivo che si sta creando per un’emigrazione dei giovani, e di conseguenza delle famiglie, che svuota letteralmente i villaggi e le piccole città, proprio a cominciare da quelli che qui sono meno radicati, come i cattolici originari del nord, anche se nati in questa regione. Si coglie una preoccupazione, una sofferenza generalizzata, alimentata da narrazioni di corruzione diffusa, di traffici tossici, di lavoro quasi inconsistente e quindi di crisi cronica, di disaffezione crescente pur in un’Albania che in venti anni ha assunto un’immagine totalmente cambiata, tirata a lucido, sì, ma ammalata ora, come altri, di consumismo, di edonismo (il tarlo dell’apparire!) e quindi di frustrazioni, di disparità, di ingiustizie, di fughe massicce.
Su questi tratti piuttosto deprimenti… nel recente fine settimana è brillata una luce qui, nella Missione della Chiesa cattolica di Lushnje, comunità piccolissima in una cornice vistosa come lo è il Centro comunitario con quello che potrebbe essere un complesso formativo, con oratorio e ampi campi da gioco, con una chiesa – dedicata ai Santi Pietro e Paolo – che molti definiscono la più bella tra quelle costruite nell’ “Albania rinata”.
Sabato 12 ottobre vi si è riversata numerosa e qualificata rappresentanza dei cattolici del Sud e del Nord per l’ordinazione diaconale di Gaitano, “ragazzo” di 28 anni nato qui, in un villaggio “ex- internim” da genitori di Mirdita e di tradizione cattolica, battezzato e cresciuto nella nostra missione, formato nel seminario interdiocesano di Scutari, fortificato da esperienze di lavoro e di studio anche in Italia, ora “diacono” – si prevede che presto sarà presbitero – primo e finora unico ministro ordinato, albanese, incardinato nella Amministrazione Apostolica dell’Albania Meridionale dove operano dal 1991/92 missionari, suore e preti, italiani e di altri paesi, dove siamo stati anche noi della Pia Società San Gaetano dal 1994 al 2019, provvidenzialmente sostituiti adesso dai religiosi di Don Bosco, dove continuano la loro presenza e servizio le Suore della Divina Volontà di Bassano del Grappa e le Piccole Ancelle del Sacro Cuore di Città di Castello.
Un evento di grazia per tanti: per Gaitano e la sua famiglia, per la comunità cristiana dei Ss. Pietro e Paolo, le sue suore, i suoi religiosi e i suoi fedeli, per la Chiesa del sud-Albania che apre, si spera, l’albo dei suoi diaconi e dei suoi preti locali, mentre qua e là si sta lentissimamente rafforzando con nuovi battezzati adulti.
La persona e la presidenza ordinante del Vescovo-Amministratore apostolico Giovanni Peragine – nel contempo nominato Arcivescovo coadiutore di Scutari, la diocesi più cattolica dell’Albania – ha prodotto una singolare concomitanza di ministero e di successione apostolici, “occasionando” e rivelando, secondo me, una potenziale e visibile “comunione” nella Chiesa di Albania – dimensione da non dare mai per scontata – premessa e promessa di una condivisione ecclesiale e pastorale corresponsabile e “missionaria”, che guardi a tutto il territorio e a tutta la popolazione del “paese delle Aquile”, sperando che cresca, anche con conversioni e nuove adesioni a Gesù Cristo e al suo Vangelo, come porzione modesta, originale e viva del Regno di Dio che si rende già manifesto nel tempo e nel mondo.
Domenica 13 mi è stato chiesto di presiedere la Messa con i padri Salesiani e con il servizio del neo-diacono Gaitano: una emozione unica nella quale il diacono è stato compreso come “sostegno” dell’anziano “presbitero”, come lo deve essere del vescovo e della comunità, nel servizio dell’Altare, della Parola, della Carità, soprattutto dei piccoli e dei poveri. Insieme abbiamo fatto memoria di quanti hanno arato e seminato su questo terreno, ricordando il sacrificio di tanti benefattori come, ad esempio, il compianto Sante Barcaro che in questi giorni ci ha lasciati, salutato nella sua parrocchia al Villaggio del Sole in Vicenza proprio mentre noi qui celebravamo la continuità della Chiesa e della Vita.

Don Zeno
(Lushnje-Albania, 14/10/2024)

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