Uniti Notizie 26/2025

Una Sosta in… Famiglia!

Dal 24 al 27 aprile presso Casa Immacolata si è tenuta la Sosta a Betania “In Cielo Qualcuno ha pensato a me!”.

Ho iniziato ad intuire che potesse essere qualcosa di particolare e importante quando, nel tempo intercorso dall’iscrizione alla partecipazione, venivo tentata varie volte di lasciar perdere. Nel corso della vita ho avuto il dono di vivere ritiri, esercizi, corsi, veglie, adorazioni … ma mai “Soste a Betania” e già il titolo mi sembrava bizzarro. Poi l’incontro di preparazione on line ci ha fatto incontrare un Gesù che si ferma a Betania, letteralmente “la casa dei poveri”, per vivere un rapporto intimo con Lazzaro, Marta e Maria: è la casa degli afflitti dove i tre fratelli si sentono amati, capiti e sostenuti dal Maestro ma dove anche Gesù stesso si rifugia in cerca di famiglia con quegli amici tanto normali che si permettono di litigare, sbuffare e piangere con Lui e nonostante Lui.


E questa fraternità vissuta realmente è stato lo stile che ho gustato nell’entrare in cerca di “riposo” e quasi per caso nella “Famiglia di don Ottorino”: preti, diaconi, “Gli Amici” giunti anche da lontano proprio per vivere questi tre giorni per so-stare con Gesù e insieme. Ed è anche la stessa fraternità che mi ha permesso di spogliarmi come solo in famiglia si fa, di sentirmi libera ed essere completamente me stessa, quasi senza resistenze anche con Dio.
Il vissuto di don Ottorino, la sua spiritualità, le sue meditazioni sulla Parola, la sua intimità semplice e concretamente viva con Gesù e con Maria ci hanno trainato in esperienze di celebrazione, preghiera, formazione e condivisione. Ciascuno ha riletto la propria vita per accorgersi della costante presenza e premura di Dio e ne ha dato commovente testimonianza. Ognuno ha riconosciuto le proprie fragilità e debolezze, ribellioni e ferite e nel condividerle si è sentito perdonato, accolto, sostenuto, accompagnato e curato anche dai fratelli: si è sentito al proprio posto.
Questa è la Chiesa, questa è la sinodalità, questa è la ministerialità che stiamo invocando nelle nostre parrocchie! Questa è la Pasqua!

Ho sentito rinascere in me il forte il desiderio di continuare il mio cammino, di lasciarmi amare e curare da Dio; ho sentito di poter e voler fare la mia parte nella Chiesa e nella Famiglia di don Ottorino attraverso ora il mio servizio nella “sua” scuola e ho preso consapevolezza che se non sono la tesserina che sono chiamata a realizzare, il mosaico del Regno di Dio resta incompiuto. Ho conosciuto in don Ottorino un uomo, un innamorato di Cristo, il santo della porta accanto e che parla dialetto veneto, che si è lasciato guidare dalla Provvidenza scorgendo la manifestazione e l’amore di Dio negli eventi della vita con vera fede semplice e profonda. Con la sua intima preghiera si è affidato a tutto il Cielo, ha preso il Vangelo sul serio e si è dato da fare con estrema decisione e concretezza ogni giorno e …mi pare fosse contento! Un grazie sincero al Signore e a quanti hanno vissuto con me questa esperienza!

Pamela Turetta, insegnante presso l’Istituto San Gaetano di Vicenza

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