Uniti Notizie 56/2025

RITIRO DELLA FAMIGLIA DI DON OTTORINO A VICENZA

NON SI PUÒ SEMINARE STANDO IN CASA: BISOGNA FARE LA FATICA DI USCIRE DAI PROPRI SCHEMI

Oggi domenica 16 novembre si è realizzato il Ritiro della Famiglia di don Ottorino a Vicenza nella Casa dell’Immacolata con una buona partecipazione, caratterizzata particolarmente dalla presenza di un bel gruppo dei Giovani Amici.

Sempre desideroso di far circolare momenti importanti di vita generata dal carisma di don Ottorino e nostro, ho chiesto ad Arianna del gruppo dei Giovani Amici di scrivere una piccola testimonianza. La risposta è arrivata in fretta, nel giorno stesso del ritiro: “Ciao don Luciano, ti invio la testimonianza e le foto che sono riuscita a fare. Mi dispiace che le foto non sono tantissime ma mi sono goduta talmente tanto il ritiro che in alcuni momenti mi dimenticavo di dover fare le foto. Buona serata”. Ed ecco la testimonianza:

“Quest’anno, per la prima volta, ho deciso di partecipare al ritiro degli Amici di Vicenza. Sentivo il bisogno di prendermi un momento di pausa, di tranquillità: rallentare la frenesia della settimana e, per qualche ora, dimenticare il telefono. Non sapevo bene cosa aspettarmi né come fosse strutturata la mattinata, ma il desiderio di serenità e condivisione mi ha spinto a lanciarmi in questa nuova esperienza. Non ero l’unica giovane presente; anzi, eravamo un bel gruppo, tutti con la stessa voglia di “staccare la testa” dalla routine quotidiana.

Il tema del ritiro era «…È uscito il seminatore a seminare» e tutta la mattina, dalla lectio alle domande proposte, ha ruotato attorno alla parabola del Buon Seminatore. Un brano che conoscevo già e che avevo ascoltato molte volte, ma che grazie alla lectio (che inizialmente mi metteva un po’ di timore) è risuonato come nuovo, come se lo sentissi per la prima volta. Le parole, le immagini, il modo stesso in cui avevo sempre interpretato questa parabola sono stati “smontati” e ricomposti. Mi hanno spinta a pensare in modo diverso e a riflettere su ciò che in questo periodo sto vivendo: il modo in cui coltivo le amicizie, la famiglia, i momenti di fatica.

È stata una mattinata intensa ma mai pesante, vissuta in un clima di condivisione e famiglia, come Giovane Amica di don Ottorino mi sono sentita accolta e valorizzata.

Il pensiero che più mi ha colpito al termine del ritiro è che per seminare si deve uscire, non si può seminare stando in casa, bisogna fare la fatica di uscire dai propri schemi: solo così si potrà seminare e si potrà accogliere a nostra volta un seme”.

(A cura di don Luciano)

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