Gesù Operaio: 60 anni di grazia!
60 anni di storia: di vita, di volti, di relazioni, per riconoscere l’opera di Dio nelle vicende quotidiane del popolo e per annunciare il Suo amore a tutti. La parrocchia Gesù Operaio ha celebrato il culmine di questo anniversario: il 28 agosto del 1966 la chiesa in tufo veniva consacrata e iniziava il cammino di una comunità cristiana che allora era formata dalle famiglie migrate dall’Abruzzo e dalle Marche, mentre oggi si colora della presenza di persone di tutte le regioni d’Italia e di tanti Paesi del mondo. Ricordiamo che la comunità dei religiosi di San Gaetano a Monterotondo è stata voluta proprio da don Ottorino, che ha seguito personalmente la nascita e la costruzione degli edifici, intuendo l’importanza di avere una realtà pastorale vicino a Roma dove i giovani potessero fare esperienza mentre studiavano nelle università romane. Oggi il sogno di don Ottorino è realtà, con la comunità formativa Nazareth innestata dentro la vita della comunità religiosa di Gesù Operaio.
Nella settimana dedicata alla festa patronale in onore di San Gabriele dell’Addolorata, santo del Gran Sasso (Abruzzo), le celebrazioni e le attività sociali si sono concentrate a far respirare la memoria grata per questo anniversario così significativo. Si è iniziato domenica 6 settembre, con la S. Messa presieduta dal vescovo, mons. Mandara, e arricchita dalla presenza dei rappresentanti di tutti i numerosi gruppi che vivacizzato la comunità. Si è poi rinnovato l’impegno missionario celebrando le messe nei quartieri, all’aperto, preparando così i giorni di festa in piazza. La cena comunitaria del giovedì, nonostante si sia dovuta realizzare dentro lo spazioso salone comunitario per via della pioggia, ha dato il gusto familiare di un pasto in famiglia, con tanti giovani ad aiutare in cucina e a servire ai tavoli. Le serate musicali successive hanno invece dato corda alla festa, mentre la piazza si riempiva di gazebi decorati: il venerdì per celebrare la Piazza del Servizio, uno spazio di ritrovo e di riflessione per tutte le associazioni di volontariato e le cooperative sociali della città, in una logica di condivisione e di unità dal sapore carismatico; la domenica per degustare cibi succulenti provenienti da regioni e Paesi diversi, a indicare il volto variegato della parrocchia ormai divenuta una “Galilea delle Genti” tipica di una periferia di Roma. Fedeli, i gazebi dei giovani e del gruppo missionario ricordavano a tutti la freschezza di una comunità aperta al mondo.
E nel frattempo, l’arrivo dei confratelli da Vincenza e Bovalino, tra la gioia di vederci e il dolore di ricordare la partenza al Cielo del caro don Luciano Rizzi. Sono venuti a Monterotondo per fare memoria insieme don Luciano Bertelli, don Venanzio, don Elio, don Giampietro, il diacono Rafael, don Giuseppe Sgarbossa; e con loro varie suore Orsoline con la loro Madre superiora. Il toccante momento del sabato pomeriggio ci ha riportati con gratitudine al passato, grazie ai loro racconti, e proiettati con fiducia nel futuro, celebrato poi con l’esuberante presenza degli studenti prossimi a iniziare l’anno scolastico nella messa finale di domenica 13 settembre. Il saluto scritto di padre Roly ci ha fatti sentire parte della storia più grande della nostra Famiglia.
Tanta grazia, in questi giorni, come in questi 60 anni! Per tutti noi, una occasione unica per benedire e lodare il Signore, che nella piccolezza sa scrivere pagine enormi di salvezza. Da Lui, che chiama ciascuno per nome come le stelle, la ricompensa per quanto seminato da confratelli, sorelle, amici e battezzati tutti in questa carovana monterotondese!
La Famiglia di don Ottorino di Monterotondo

