La Famiglia di don Ottorino a Monterotondo accoglie i Diaconi Permanenti della Diocesi di Nola e le loro mogli
Una conferma degli interessanti orizzonti che il nostro carisma dischiude
Sabato 15 giugno, ore 10:15, un autobus bianco parcheggia nel piazzale della nostra parrocchia e lascia scendere un gruppo di 25 persone che con accento partenopeo salutano festosamente don Luca, che sotto un sole ancora clemente era lì ad attenderle dalla mattina. Sono le mogli e i loro mariti diaconi, accompagnati dal delegato vescovile alla loro formazione, don Salvatore Spiezia, provenienti tutti dalla diocesi di Nola (in provincia di Napoli) venuti fino a Monterotondo a conoscere questa curiosa Famiglia di don Ottorino, che dicono abbia un carisma particolare e che sin dal suo fondatore abbia guardato ai diaconi e ai presbiteri come ad una squadra sola. Li aveva immaginati da sempre a pedalare insieme sullo stesso tandem o ad andare insieme a pesca in uno strano modo: uno con una pala spinge i pesci di fronte all’altro che poi li tira su col retino ma sempre insieme, diaconi e preti, pescatori di uomini, quasi inconcepibili gli uni senza gli altri.
Così i diaconi sposati da varie parti d’Italia, grazie ai convegni organizzati dal Centro Studi Esperienze della Pia Società San Gaetano, ai numerosi libri scritti sul diaconato dai suoi religiosi, alle letture magistrali e alle giornate di formazione a cui sono stati invitati ad essere guida, hanno trovato nella Famiglia di don Ottorino un riferimento amico che li ha nel cuore, che soprattutto ha a cuore la loro vocazione e specifica missione nella Chiesa.
Questo il desiderio che gli amici diaconi di Nola e le loro consorti avevano nel cuore sabato mattina: venire a conoscere da vicino chi ha voluto condividere con loro la meraviglia e lo stupore che in Cielo davvero hanno pensato a tutti noi.
Assieme a don Luca Garbinetto, a don Giuseppe Sgarbossa e al diacono Juan Vega, pronti ad accogliere e a passare la giornata insieme, c’erano anche gli Amici di Monterotondo che si sono prodigati nell’organizzazione, contribuendo alla cucina ma soprattutto a mettere in atto il nostro carisma accogliente in tutte le sue dimensioni. E tanta è stata la gioia con cui si sono sentiti accolti gli amici di Nola, che davvero è sembrato loro per un momento di essere scesi a sud fino a Crotone, invece che essere saliti a nord verso Roma.
La mattinata è trascorsa lieta nella conoscenza reciproca ma anche molto attenta, a tratti commossa, per le risonanze seguite alla visione de “La Profezia di don Ottorino”. Il video che spiega come don Ottorino oltre al desiderio del ripristino del diaconato, speranza comune anche ad altri uomini della Chiesa di allora, ha avuto però l’intuizione originale, tutta sua, di pensare ai preti e ai diaconi insieme. Uniti cioè, nel portare avanti la missione di integrare fede e vita nel cuore delle anime loro affidate.
Dopo pranzo, i Diaconi, le mogli e gli Amici di don Ottorino si sono raccolti a piccoli gruppi per interrogarsi su come le due realtà (diaconi diocesani e Famiglia di don Ottorino con il suo specifico carisma) possano arricchirsi reciprocamente. Oltre a proposte di percorsi di formazione e di preghiera in comune, sono emerse alcune opportunità che potrebbero scaturire dall’adesione dei diaconi permanenti alla Famiglia di don Ottorino. Ad esempio, il richiamo alla preghiera da parte dei religiosi aiuterebbe a tenere viva la necessità di innestare, nell’amore di Dio e della sua volontà, qualsiasi opera lavorativa, caritatevole o apostolica. Il diaconato permanente diocesano aiuterebbe gli Amici di don Ottorino a curare l’equilibrio e l’integrazione tra matrimonio, famiglia naturale e il proprio servizio nella Chiesa, così come aiuterebbe a tenere viva la partecipazione alla vita della diocesi. Gli Amici di don Ottorino, a loro volta, aiuterebbero gli altri membri ad incarnare la fede sia nel tempo feriale della vita che nei capillari del territorio e della società civile.
La S. Messa prefestiva ha poi cementato l’unità e il desiderio di rivedersi e continuare a camminare insieme, concludendo la giornata con una bella foto di gruppo.
Questo sabato trascorso insieme ci ha fatto molto bene perché ci ha consentito di prendere consapevolezza, attraverso gli occhi degli altri, della preziosità del nostro carisma, di cui l’esaltazione della diaconia restituisce culturalmente la giusta prospettiva al ministero ordinato del diaconato e dei diaconi permanenti, suscitando nel pensiero popolare il riconoscimento del dono prezioso che esso rappresenta.
Dopo oggi, sentiamo i diaconi permanenti più vicini al nostro cuore e al nostro modo di essere laici o religiosi nella Famiglia di don Ottorino. Abbiamo visto da vicino, infatti, che essi condividono con i religiosi le preoccupazioni pastorali della Chiesa locale e, con noi Amici laici, le fatiche del lavoro quotidiano e della famiglia. Essi sopportano nella fede le gioie e i dolori della vita, i lutti, le sofferenze per le malattie, le ansie per i propri familiari ed infine, come Vincenzo, un nostro Amico di Monterotondo, anche essi amano scrivere poesie. Ne condividiamo allora una, quella scritta e donataci a fine giornata dal diacono Roberto Pignataro.
Vito Lanzotti
Diaconi
Profeti di un dono
Del dono di goia
Che è Cristo
Fatti di
Convivialità
In una Presenza condivisa.
A raccolta
Chiamati convocati
Nel nome del Padre
Diaconia nel servizio,
Servizio per gli ultimi
Che è il primo.
Il tuo è
Esercizio di Carità perfetta
Nella pienezza
Nella pazienza dell'amore,
nella ordinarietà.
Sei l'ultimo Abbraccio nelle periferie
Del cuore
Vita di fede
Fede nella vita
Testimone dell'Amore
Alla vita al margine
Accogli
Alla soglia degli abbandoni.
Tu che sei assetato
Di fiumi di acqua viva
Sei la tessera mancante
Al mio cuore
La mia possibilità
Di riscatto
Di amare nell'oggi
Nell' istante presente
Che si fa Infinito.
di Roberto Pignataro, diacono permanente della diocesi di Nola.

