Uniti Notizie 30/2025

GIUBILEO DELLA SPERANZA

Il 24 maggio la Famiglia di don Ottorino di Vicenza ha realizzato il suo pellegrinaggio giubilare al Santuario di Monte Berico.

“Abbiamo vissuto un bel momento giubilare, un tempo di grazia iniziato nella chiesetta del monastero delle suore Carmelitane, poco lontano dalla basilica di Monte Berico, verso la quale ci siamo messi in cammino, pregando il Santo Rosario.
Don Venanzio ci ha aiutati a vivere questo momento, preparato con gli amici Elena e Daniele. Erano presenti anche la coppia di amici di Crotone Tiziana e Antonio”. (Ornella Piscitelli, sorella nella diaconia)

Testimonianza
“Le caratteristiche del pellegrinaggio sono il cammino, il silenzio, la preghiera e l’incontro finale con il Signore nella Confessione.
Nel pellegrinaggio del 24 maggio a Monte Berico della Famiglia di don Ottorino in Vicenza, anche nella sua brevità, ho potuto vivere in pienezza queste caratteristiche.
Il cammino dal Carmelo fino al Santuario, la maggior parte in salita, mi ha fatto riflettere sul mio cammino spirituale. Una continua ascesa, interrotta tante volte da tratti in piano, rappresentati lungo il percorso dei portici dai tratti pianeggianti in corrispondenza delle stazioni, o addirittura in discesa, che ne rallentano l’avvicinamento alla meta o la rendono addirittura più lontana.
Le letture proposte e ben scelte mi hanno aiutato a meditare nei momenti di silenzio, a riempirli di revisione della mia vita, ad ascoltare i suggerimenti dello Spirito.
Momenti di commozione durante la preghiera del Rosario che mi hanno fatto battere il cuore più intensamente, ma anche sentimenti di nostalgia di una presenza che ha riempito la mia vita per tanto tempo.
Al termine del cammino l’abbraccio del Dio della misericordia nella confessione sacramentale.
Il pellegrinaggio conduce anche all’incontro con gli altri pellegrini che io ho vissuto nella gioia col partecipare alla Santa Messa di conclusione, accogliendo l’invito di don Venanzio che la presiedeva, a praticare nella vita il perdono, l’accoglienza e vivendo nella speranza operosa.
Un’altra caratteristica che ho sperimentato è quella della prossimità. Lungo il cammino ho avuto l’opportunità di essere il “bastone” che ha aiutato un fratello che aveva qualche difficoltà nel camminare.
Questo pellegrinaggio lo sento come un dono del Signore che mi ha permesso di vivere con maggiore intensità, rispetto ad altri pellegrinaggi magari fisicamente più impegnativi che ho fatto. Mi porto dentro un sentimento di gratitudine per le persone che mi hanno aiutato a viverlo”.
(Achille Meneguzzo)

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