Meditazione del giorno
di don Ottorino Zanon

18/10/2026

LA MIA PREGHIERA: UN INCONTRO PERSONALE E COSCIENTE CON DIO



Ogni buon cristiano deve sforzarsi di avere frequentemente un contatto personale e cosciente con Dio: ripeto, un contatto personale e cosciente.
Noi tante volte parliamo con il Signore alla buona, diciamo delle preghiere comunitarie, diciamo insieme la corona o altre preghiere: queste sono necessarie e ci vogliono, ma il Signore vuole sentire anche la nostra voce.
Dio vuole questi incontri in chiesa tutti in compagnia, ma vuole anche il mio contatto intimo e personale. Vuole che io mi trovi da solo con Lui.
E questo incontro con me Dio lo vuole frequente: lo vuole al mattino appena mi alzo finché mi sto vestendo, lo vuole alla sera mentre sto coricandomi, lo vuole nella Comunione: è venuto da me e vuole che io parli a Lui e Lui vuol parlare a me; vuole che io ascolti quello che mi dice.
Fratelli miei, se noi non ci abituiamo nella preghiera a fare questo incontro personale, questo incontro cosciente con Dio, minacciamo che le nostre preghiere siano ripetizioni di formule.
È il cuore che deve presentarsi dinanzi a Dio, figlioli miei, è il cuore che deve parlare al Signore, il cuore, specialmente quando la croce passa per casa nostra, quando non ne possiamo più: non vi parlo di sentimentalismi!
Fratelli miei, dove potete trovare la forza per sostenere i momenti di scoraggiamento che sono propri di tutti se non nell’incontro cosciente e personale con il Signore, se non nella preghiera fatta con fede?
Parlate al Signore, figlioli, parlate al Signore e poi vedrete che anche le preghiere che dobbiamo dire insieme verranno fatte bene perché, allora, ogni Ave Maria sarà un incontro cosciente con la mamma; allora, ogni preghiera che reciteremo in chiesa, sarà un cosciente incontro con Dio e la Madonna.
Che cosa aspetta il mondo? Il mondo aspetta santi! E chi è il santo? È uno che cerca di vivere insieme con il Signore e di fare quello che vuole il Signore.
Dunque, questa è la prima cosa.

M132, 3-4 del 1966

Commento al Vangelo di oggi

a cura di p. Luca Garbinetto


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