I fioretti alla
Madonna delle Grazie

Il piccolo Alberino

Alberino era uno zingarello che non sapeva neanche il suo nome o quanti anni aveva: diceva solo che si chiamava Alberino. Abbiamo fatto delle ricerche ma senza risultati. Non conoscevamo ne la provenienza, né il cognome, né l’età.
Don Ottorino lo aveva preso sotto la sua protezione, ma non era facile educarlo al vivere civile. Aveva idee personali sul concetto di proprietà e di rispetto per gli altri e il suo modo di comportarsi era un pò strano Per esempio: se la penna era nelle mie mani era mia, se la mettevo giù era di chi se la prendeva. Era come alcuni suoi compagni per ingenuità e prepotenza. Veniva dal Centro Italia, forse dall’Albania e parlava un linguaggio strano avendo assorbito i vari dialetti dell’Italia.
Fu un poliziotto a portarlo all’Istituto da Don Ottorino, dopo che era stato colto con la refurtiva: un cavallo, che egli aveva portato via da una stalla a dei contadini. I suoi avevano fatto perdere le loro tracce e non si fecero mai vivi.

Era un po’ il suo mestiere: i suoi amici/compagni zingari… dato che era piccolo, lo infilavano nelle finestrine delle stalle, dove c’erano cavalli, e lui, avvolti gli zoccoli con stracci, tolta la stanga dalla porta, li portava fuori e se ne andavano… ma, alla fine, venne preso.
I suoi compagni di scuola si divertivano a farsi raccontare quelle storie!
Don Ottorino ci raccontò che, dopo averlo rifocillato, lo accompagnò in cappellina “per ringraziare ‘el paron de casa’, quello che ti ha accolto!”. E lui va e domanda dove fosse el paròn. “E’ là dentro quella porticina… in quella casetta lì, sopra l’altare!” “Ma quanto è piccolo?” chiese, e poi si avvicinò, bussò dicendo “Paròn, ma come hai fatto ad entrarci… vien fuori, ché ti voglio ringraziare!”.
Alberino venne a stare con noi e Mamma Clorinda, perché avesse le lenzuola, gli aveva dato anche l’ultimo lenzuolo del suo corredo da sposa, da lei ricamato.
Il ragazzo ricevette da Don Ottorino il Battesimo sotto condizione, un venerdi. Accanto al suo, su idea di don Ottorino, ebbe il nome di Gaetano.
Pochi giorni dopo ricevette – sempre da Don Ottorino – la Prima Comunione, con altri quattro suoi compagni.

Tratto dai ricordi della maestra Luisa Anna Preti raccolti a cura del diac. Daniele Galvan nel libricino I Fioretti alla Madonna delle Grazie“.

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L’opuscolo

Scarica qui l’intero opuscolo in PDF Luisa Anna Preti intorno al 2010 scrisse i suoi ricordi di quando era maestra alla Madonna delle Grazie, dal 1943 al

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