La fede che fa la differenza

Con gioia leggiamo alcune riflessioni dei giovani che riguardano la sfida ma anche la bellezza di sentirsi cristiani in un mondo che ha estremo bisogno della testimonianza di crede in Gesù.

Cari lettori,
eccoci qui con un nuovo articolo per questa freschissima rubrica, pronti a farci sentire!
Come avrete potuto dedurre dalla lettura delle pagine precedenti, il tema affrontato in questo numero è L’impegno nel mondo alla luce del Vangelo – La 50ª Settimana Sociale dei cattolici in Italia.
Per aiutarci a riflettere, ci siamo posti un paio di domande: è possibile per noi giovani vivere il Vangelo al giorno d’oggi? Come ognuno di noi cerca di viverlo nella propria quotidianità? Cosa ci risulta più difficile?
Domande da poco! Ci abbiamo rimuginato su e abbiamo cercato di dar loro risposta.
“Essere cattolico oggi, soprattutto per un giovane, è più difficile che mai. Ci si sente come pesci fuor d’acqua a volte, in un mondo in cui ti insegnano che l’unico modo di fare strada è a discapito del benessere degli altri: dobbiamo superare nei voti i nostri compagni di corso, vivere la rivalità nel mondo del lavoro, cercare di essere sempre i primi in ogni risultato che vogliamo ottenere. Ma è proprio qui che subentra la nostra diversità come cristiani, soprattutto in questi ambiti! Cerco di essere accogliente e comprensiva nelle difficoltà che possono trovare altri studenti come me o incoraggiando i miei amici che stanno cercando di conseguire un sogno professionale, per dimostrare che il Vangelo si realizza innanzitutto nei gesti di affetto che abbiamo nei confronti delle persone che ci stanno intorno ogni giorno”. (Anna)
“Ogni giovane che vive alla luce del Vangelo lo porta sempre nella propria vita quotidiana, anche inconsapevolmente. Credo che, quando si respira una determinata ‘aria’, non si possa fare a meno di essere testimoni vivi di una vita cristiana. Lo si trasmette attraverso scelte di vita di tutti i giorni, da quali parole scegliamo per comunicare, fino a come ci comportiamo nei confronti degli altri. Siamo testimoni vivi senza accorgercene, brilliamo di una luce unica”. (Maria)
“Credo che uno degli argomenti taboo della nostra generazione sia proprio la fede, ma in particolar modo la fede cattolica. Eccetto rare occasioni, come la GMG, in cui credere in Dio e condividere esperienze di vita cristiana è motivo di unione e ‘orgoglio’, nella maggior parte dei casi essere un giovane che crede in Gesù è quasi motivo di vergogna, qualcosa da tenere nascosto. Essere un giovane cattolico è una sfida ogni giorno, ma attraverso piccole azioni, gesti e parole diamo testimonianza del Vangelo. La fede è come il nostro super-potere: lo custodiamo lontano da occhi indiscreti, ci preoccupiamo (anche troppo) che altri possano scoprirci, ma quando lo utilizziamo siamo imbattibili e facciamo la differenza”. (Ester)

Questo è Pensiero Giovane, rubrica i cui noi giovani Amici diciamo la nostra.
Vi aspettiamo su queste pagine nel prossimo numero!
Ringraziamo tutti i giovani per i loro contributi.

A cura di Ester Campagnaro

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