Ciao Rosetta, arrivederci in cielo
Parlare di Rosetta non è affatto semplice, una storia ricchissima di esperienza cristiana… Ci proviamo!
Nella serata di giovedì 25 giugno, la cara Rosetta Scalise è salita in cielo. Non ci ha lasciati… perché è presente nel cuore di chi l’ha conosciuta; è solo tornata alla Casa del Padre. Amica nella Famiglia di don Ottorino, della primissima ora, già nel 1963, l’allora Vescovo della Diocesi di Crotone. Mons. Pietro Raimondi, le domandò di accompagnare i primi missionari della PSSG nelle periferie, come gancio femminile verso le ragazze.
Rosetta, accolto l’invito, subito si è innamorata del Carisma di quei religiosi, offrendo il suo servizio: umile, costante, discreto. Ma la sua grande opera di bene fu rivolta soprattutto ai poveri e agli ultimi, impegnandosi tanto nella Carità di beni di prima necessità, quanto nella promozione umana, con particolare cura e benevola attenzione verso i giovani. Per la Famiglia, in particolare per la Comunità di Crotone, è stata la vera incarnazione di Unità nella Carità. Ognuno di noi ha goduto dei suoi esempi di vita spesa per il prossimo, di presenza appassionata in tutte le attività della Famiglia e del suo continuo “rifornimento” alla fonte: Gesù Eucarestia.
A lungo abbiamo chiesto a Rosetta la disponibilità di fare memoria del suo vissuto con i missionari, e l’avrebbe fatta con molto piacere; ma ogni volta che abbiamo tentato, un po’ per il suo entusiasmo, un pò per la nostra incapacità di starle dietro, eravamo interrotti dal fiume in piena dei suoi racconti. Si “perdeva” nelle sue esperienze con dovizia di particolari, raccontava dell’impegno, dei sacrifici, ma tutto caratterizzato dalla buona volontà e da un disarmante sorriso.
Sempre attenta a tutti, non si è fermata nemmeno in tempo di Covid, preoccupandosi dei bisognosi in quel periodo che li ha visti più fragili del solito, coinvolgendo nel servizio molti di noi.
Non disdegnava di occuparsi anche dei problemi della sua famiglia, preoccupandosi di chi era ammalato e seguendo i percorsi di vita dei suoi nipoti, per i quali “zia Rorò” è stata una seconda mamma. Quel giorno che è stata male, è venuta a Messa con noi, sorvolando sulla sua stanchezza; terminata la celebrazione l’abbiamo accompagnata dalla sorella che non deambula, per farle compagnia nelle ore che non c’era la badante: ogni minuto della sua vita dedicato al prossimo, amava citare don Ottorino: “Ci riposeremo in cielo!”
La celebrazione, semplice e molto partecipata nello stile della cara Rosetta, è stata presieduta da don Stefano Cambria e concelebrata da don Girolamo Ronzoni con la presenza del diacono Albino, di passaggio a Crotone per uno di quei “Casi che non sono casi”, che ha letto il messaggio della PSSG per salutare un’Amica davvero speciale. Nell’omelia, don Stefano ha detto testualmente: “Quando sono arrivato in questa parrocchia, mi sono stupito perché, coloro che venivano per chiedere un aiuto, domandavano della signorina Rosetta Scalise. Poi l’ho conosciuta meglio … ed ho capito il perché!” Durante la celebrazione delle esequie, don Stefano ha scelto il Vangelo delle opere di misericordia (Mt 25,31-46), quasi a riassumere l’intera esistenza di Rosetta. Le parole di Gesù : «Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere…» – hanno trovato in lei una testimonianza concreta e quotidiana. Per tanti anni, soprattutto attraverso il Centro di Ascolto Caritas e il suo instancabile servizio ai più poveri, Rosetta ha vissuto il Vangelo con i fatti più che con le parole. Con un’immagine particolarmente significativa, don Stefano ha affermato che, quando Rosetta entrerà in Paradiso, la precederanno le sue opere di misericordia, perché esse sono il segno più autentico della sua fede vissuta e del bene seminato nella città di Crotone.
Un’altra nota della celebrazione da riportare, è stata la numerosa presenza dei giovani di quegli anni ‘60/70/80… Che dire di più di Rosetta: una donna che ha fatto della carità il centro della propria vita, lasciando un’eredità di amore, servizio e fede che continuerà a parlare a chi l’ha conosciuta.
Al termine tutti abbiamo avuto gli occhi lucidi, ma ognuno ha ricordato la tenerezza, la dolcezza, il sorriso di Rosetta e la consapevolezza di aver incontrato…una Santa della porta accanto!
Crotone 27/06/2026
Piero e Patrizia Perpiglia e gli Amici di Crotone
Il saluto di don Luca a nome di tutta la Famiglia
Rosetta carissima:
quando penso a te una sola immagine mi viene alla mente, per descrivere la tua persona dolce e coraggiosa: una santa della porta accanto! Sì, ho sospettato che papa Francesco ti abbia conosciuto prima di coniare questa definizione, che dice tutto di te anche se a te non l’avremmo mai potuta dire.
Ti saresti sentita in imbarazzo, forse anche un poco incompresa: perché sei stata sempre testimone di umiltà, nella tua delicata sensibilità spirituale fatta di un agire concreto ed efficace a favore degli ultimi. Grazie, Rosetta, infinitamente.
E, come ci dicevi tu, grazie soprattutto a Dio: perché ci ha dato la gioia di conoscerti, e di crescere passo a passo nell’unità nella carità. Servirebbero altri 63 anni per restituire a te, innamorata del carisma di don Ottorino, un poco del bene che hai diffuso fra e con i Gaetanini in questa amata città di Crotone: dal 1963 a oggi, da don Marcello a tutti quanti, fino ai giovani della Famiglia ottoriniana che ti facevano brillare gli occhi di gioia.
Grazie, Rosetta: continua a sorridere dal Cielo e, a tu a tu con il Signore, parlane a Lui di ciò che sempre hai avuto a cuore. I poveri, le vocazioni, la Chiesa, le tue nipoti: intercedi per noi, sorella e amica, e noi ti affidiamo poveramente al Padre, che ora ti abbraccia, silenziosa come negli ultimi anni, perché tu sei diventata Parola, come Maria, per le tue Famiglie, di sangue e di spirito.
p. Luca Garbinetto
PSSG

