Uniti Notizie 42/2025

Nel Paese delle Aquile

Dal 19 al 28 agosto la comunità formativa Nazareth, insieme alle professe semplici e della formatrice delle suore Apostoline, una congregazione della Famiglia Paolina, abbiamo vissuto un’esperienza che rimarrà impressa nei nostri cuori. Abbiamo realizzato un pellegrinaggio “al contrario”. Nel Giubileo della speranza, non ci siamo messi in cammino verso Roma, ma ci siamo lasciati guidare dallo Spirito nelle terre di Albania. Il Suo soffio ci ha portato a sostare nelle terre segnate dal sangue dei martiri, uomini e donne che durante il tempo del regime comunista sono rimasti saldi nella fede dando la vita per non rinnegare il Vangelo.
Abbiamo respirato la freschezza di una fede che non si appoggia su numeri o strutture ma ha le sue fondamente in Cristo. Abbiamo incontrato una Chiesa dal volto luminoso, che non si è arresa davanti alla sofferenza ma si è affidata nelle mani di Dio. La loro testimonianza ci ha accompagnato come un filo rosso, anche conoscendo le piccole ma vivaci comunità missionarie oggi presenti.
Le loro storie custodite con gratitudine dalla Chiesa locale sono una scuola di vita, ci ricordano che la forza della Chiesa non sta nella quantità, ma nella qualità della fede, non sta nel prestigio ma nella fedeltà e nella donazione e servizio.
È stato bello toccare con mano anche la memoria grata del lavoro prezioso svolto per quasi 25 anni dai nostri confratelli a Lushnje, una delle comunità visitate nel sud dell’Albania. La chiesa, progettata e costruita sotto la guida di Altin, uno dei primi battezzati di questa piccola comunità in occasione delle prime visite dei nostri religiosi nel 1993, è un segno visibile del paziente servizio di evangelizzazione che ancora oggi continua, con la presenza delle suore e dei fratelli Salesiani.
Portiamo con noi la gratitudine per ciò che abbiamo visto e ascoltato e la certezza che il Vangelo continua a germogliare anche nei terreni che agli occhi umani sembrano aridi e fragili. E portiamo con noi il desiderio rinnovato di essere totalmente donati a Cristo per annunciarlo a un mondo che non lo conosce e ama ancora, come ci insegnava don Ottorino.
La comunità Nazareth – Monterotondo 

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