Uniti Notizie 19/2026

"Il seme più piccolo dopo essere piantato cresce"

Sansepolcro, 23 maggio
Per la prima volta gli amici di Gricignano-San Sepolcro hanno accolto le amiche di Firenze e gli amici, sacerdoti e diacono di Monterotondo per un Ritiro del centro Italia.
Questo era il terzo ed ultimo del 2026.
Una sfida faticosa per noi piccoli coordinatori, ma fiduciosi che il Signore soffiava la sua presenza,non ce l’avremmo fatta da soli. La giornata è riuscita perché abbiamo mosso la rete nel lago della nostra comunità. La gente ha risposto: chi è venuto a portare qualcosa, chi è venuto a preparare il sugo, chi è venuto a servire la pasta, chi è venuto a dare una mano.
Il seme è stato gettato. Nella nostra piccola realtà di Gricignano per far crescere qualcosa di vivo, dobbiamo chiedere aiuto agli altri. Alessandro ed io andiamo avanti nel nome di Gesù e la provvidenza segue.
Con una bellissima catechesi di don Paolo su come contemplare Gesù Sacerdote Servo, ci siamo ritrovati a fermarci, a riposare la mente, il corpo, la parola per contemplare il brano del servizio del Vangelo: Giovanni 13, versetti 1-17.
“Si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse intorno alla vita; poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli.”
Da lì si è sviluppata la nostra giornata. Inconsapevoli,abbiamo lasciato che la Parola parlasse al nostro cuore. Rispose Gesù: Quello che io faccio,tu ora non lo capisci, lo capirai dopo.”
Poi mani tese per servire il pranzo e condividere il pane con dei pellegrini di passaggio a Gricignano sul cammino di Francesco.Il diacono Albino ha dato questo significato al nostro gesto andando a cercare la Lettera agli Ebrei, Ebrei 13,2: “Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, hanno accolto degli angeli senza saperlo.”
E alla fine della giornata,quel seme che la mattina tenevamo in mano lo abbiamo piantato nella terra. Ci siamo inginocchiati umilmente davanti a Maria, intonando canti e il Salve Regina. Abbiamo piantato il nostro fiore.
È certo che ,ognuno di noi, tornando a casa, era consapevole di essere un seme unico seminato da Dio. Che dire… come ogni volta, vorrei che la giornata non finisse mai tanta è la gioia di stare insieme a loro e a Gesù.Fiduciosi come Don Ottorino, avanti con lo stesso fuoco apostolico nel cuore!
Rossella

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